IL PROGETTO MONTE PEGLIA PER UNESCO

Il progetto “Monte Peglia per Unesco” del quale l’Associazione omonima, costituita da concessionari titolari di un interesse giuridico qualificato e diretto, tra i quali il sottoscritto e che il sottoscritto rappresenta, si fanno promotori, intende pervenire al riconoscimento internazionale “MAB Unesco”, dedicato espressamente alla cura delle biodiversità per un sito ambientale composito e vario, il cui fascino ad una visione complessiva si accresce, e che si potrebbe ben definire “polmone verde” dell’Umbria.

Si tratta di luoghi della biodiversità e della memoria storica insieme che una serie di circostanze sembrano avere voluto tramandare e preservare ai giorni nostri: affinché si abbia il coraggio di scelte illuminate per preservare tali siti, attivarne le relazioni e le interdipendenze, non esporli a rischi, incentivare culture e propensioni nuove e diverse, agronomiche ed ambientali.

Vi sono  distensioni di cerri, di roverelle e lecci insieme e tutte le varietà appartenenti alla famiglia delle querce.

E ad essi frammisti il carpinello, il corbezzolo, l’orniello, l’acero campestre, l’ailanto e la robinia e persino gruppi di pino nero innestati i primi del novecento.

A ciò si accompagna una varietà estrema e mutevole fatta di eriche, cornioli e biancospini, vi è la filliera e il pungi topo, il lauro tino, il sorbastrello, la ginestra comune e dei carbonai, l’ontano, il prugnolo, e la rosa canina.

Si aggiungono varietà selvatiche anche da frutto abbandonate e sopravvissute e riprodottesi ed oggi specie rare come il melo il pero il prugno e il ciliegio  selvatici ed uliveti storici impiantati negli anni risorgimentali e abbandonati.

Notiamo grandi potenzialità in varie parti per la sentieristica attuale tracciata in parte anche da fauna selvatica e sentieri storici presenti su mappa e tra essi un antico percorso che si reputa collegasse Marsciano a Todi e che da Poggio Aquilone scendeva nella valle costeggiando castelli oggi ridotti a ruderi perduti nel bosco come Castelvecchio.

Sino a Parrano e alle sue Tane del diavolo, e alle acque termali, abitata dal paleolitico.

Da Montegiove e dalla Scarzuola, dall’antico convento di San Francesco muovono parimenti antichi echi.

Il riflesso condizionato che la biodiversità di questi luoghi suscita è quello atavico di un luogo che è il paesaggio, ed il paesaggio rappresenta per definizione propria la varietà e la interazione tra le specie, che è antidoto anche alla frammentazione, e la varietà simbolica di culture, ed un messaggio interculturale profondo e ricco, costituzionalmente orientato.

Ed è il nostro convincimento anche che è la qualità dei progetti innovativi e di idee nuove, i quali attivino nuove ed evolute forme di coesione sociale, intorno alla difesa di beni costituzionali essenziali, tra i quali il  bene del paesaggio, che possono innescare fenomeni inaspettati e nuovi, anticorpi civili, ed una inversione di tendenza.