centro STUDI strategici su crisi ed emergenze climatiche
centro STUDI strategici su crisi ed emergenze climatiche

Aggiornato al

18 Gennaio 2020 ore 11:45

CENTRO STUDI STRATEgICI SULLE
CRISI ED EMERGENZE CLIMATICHE
DELLA RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA UNESCO DEL MONTE PEGLIA
il Centro Studi Strategici della Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia nasce dall'idea cosmopolita debbano apprestarsi rimedi e visioni e modelli di sicurezza e prevenzione dai rischi quanto possibile applicabili a più casi e quanto possibile globali alle crisi ed emergenze climatiche sempre più ricorrenti 

Nella sua collocazione geografica al Centro d'Italia e per la sua vocazione ad essere Ponte di Dialogo e di Coesione Internazionale , verso l'Europa e verso l'Africa , la Riserva attraverso il proprio Soggetto Gestore Associazione Monte Peglia per Unesco si propone questi obiettivi i quali consistono da un lato nell'instaurare uno stretto dialogo con la Ricerca Scientifica e dall'altro di giungere alla comprensione anche geo-politica ed umanistica delle Crisi Climatiche, delle gravi ricadute che esse hanno anche sul versante sinora inesplorato e delle compromissioni che esse recano ai Diritti Universali, a partire dai fenomeni migratori e vario altro.

Il tema delle resilienze forestali e delle resilienze in generale alle crisi climatiche diviene perciò ormai centrale in ogni riflessione pubblica e costituzionale, di diritto  comunitario e di diritto internazionale.

CENTRO STUDI STRATEgICI SULLE
CRISI ED EMERGENZE CLIMATICHE
DELLA RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA UNESCO DEL MONTE PEGLIA

 

 

PRIME ANALISI VOLTE ALLA RESILIENZA FORESTALE AI MUTAMENTI CLIMATICI DELLA RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA UNESCO DEL MONTE PEGLIA E ALLA IDEAZIONE DI MODELLI DI PREVENZIONE DELLE CRISI ED EMERGENZE CLIMATICHE

 

L’Associazione Monte Peglia per Unesco, soggetto gestore della Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia, Umbria, Repubblica italiana, intende promuovere studi, confronti e analisi sulla resilienza forestale ai cambiamenti climatici, mediante confronti con diverse realtà forestali, territoriali e di ricerca.

 

La globalità dei sistemi ecologici impone analisi ad ampio spettro senza delimitazioni territoriali volte ad identificare le migliori “buone pratiche”, ovvero quei principi universalmente condivisibili da adattare alle specificità di ciascun caso.

 

La casistica di eventi calamitosi e catastrofici sulle biocenosi forestali nazionali è purtroppo enorme.

 

Due casi assai recenti possono rendere conto della portata degli impatti.

 

Nell’ottobre 2018 ampie zone delle Alpi orientali vennero devastate da venti superiori ai duecento chilometri orari, e tale evento, conosciuto come “tempesta Vaia” distrusse foreste parte essenziale di patrimonio naturalistico inestimabile, con l’estirpazione di milioni di metri cubi di legname particolarmente a carico delle formazioni a pecceta.

Nell’ottobre 2017 a propria volta vaste zone boschive dell’alto Piemonte vennero devastate da incendi inarrestabili, con episodi analoghi ripetutisi anche nel corso dell’anno in corso.

La Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia è a propria volta intrinsecamente fragile sul piano socio-ecologico, su essa incombe la pressione dei cambiamenti climatici e periodi prolungati di siccità ed alte temperature indeboliscono le biocenosi forestali rendendole più vulnerabili all’alternanza con periodi particolarmente piovosi e rigidi.  

 

In tali contesti anche il rischio di incendi forestali aumenta assieme al rischio idrogeomorfologico, inclusa l’esposizione a fenomeni erosivi incontrollati. L’insieme di questi disturbi ecologici incide profondamente sulla composizione specifica delle biocenosi vegetali e favorisce anche la diffusione di specie aliene a carattere invasivo, come nel caso ben percepibile di Ailanthus altissima.

 

Ci proponiamo pertanto una valutazione di insieme di paesaggi a forte caratterizzazione forestale, quelli del Monte Peglia, nel loro complesso caratterizzati da fragilità agli impatti del cambiamento climatico, ad opportuni confronti cooperativi alla definizione di “buone pratiche” volte all’incremento della resilienza forestale ai cambiamenti climatici.

 

In tali prospettive l’Associazione Monte Peglia per Unesco soggetto gestore della Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia, con la speciale sensibilità dell’Agenzia forestale regionale dell’Umbria e degli altri partner, intende cooperare attivamente al fine di creare collegamenti i quali tentino di valorizzare le opportunità - in termini di elaborazione concettuale, di creazione di efficaci modelli preventivi di resilienza forestale, di attivazione di percorsi partecipativi atti a trasferire ad una pluralità di soggetti adeguate conoscenze e strumenti di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici - che possono provenire dalla consapevolezza delle gravi crisi climatiche come quelle sopra descritte e dalla loro potenziale ricorrenza.

 

L’Associazione Monte Peglia per Unesco, Soggetto Gestore della Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia, intende operare con le necessarie cooperazioni istituzionali, per aumentare la resistenza forestale e ideare modelli di prevenzione dal rischio delle crisi climatiche (il quale include ovviamente il rischio antincendi) la cui pericolosità già verificata certamente aumenterà, e richiede risposte e le più efficaci interazioni tra le diverse componenti e attori, privati e pubblici.

 

L’appartenenza alla Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco consente inoltre di moltiplicare le possibilità di accedere a conoscenze e buone pratiche di intervento e, contestualmente, di edificare know how e modelli volti anche a future applicazioni, su scala globale.

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MONTEPEGLIAPERUNESCO@YAHOO.IT

 

L’INVIO DI SCRITTI OD ELABORATI POTRANNO ESSERE VALUTATI AI FINI DELLA PROPOSIZIONE DI PROGETTI ANCHE CONGIUNTI SUL TEMA

GLI INVII NON IMPEGNANO IN ALCUN MODO IL SOGGETTO GESTORE DELLA RISERVA

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OPEN LETTER TO CEOS FROM MARCO BIZZARRI

We are entering a new decade of corporate accountability. As businesses, we all have a responsibility to meet the reality of our global climate and biodiversity crises head on and find solutions that can amplify efforts to conserve and restore nature, while mitigating climate change. The recent events during Climate Week in New York and at the UN Climate Action Summit clearly showed that there is a demand for companies to urgently act, and not to solely focus our climate objectives on the years to come. At the core of this was a call to adopt nature-based solutions and the acknowledgement that they represent 30% of the climate solution.

There have been many commendable commitments made by individual companies and through industry coalitions to align with the Paris Agreement and push even further towards a 1.5°C trajectory. However, I believe that we can take another straightforward step in the right direction and deliver rapid and concrete positive impacts right now for our natural world and for our climate.

Leading companies with net-zero ambitions and those with a net-zero 2050 pathway need to build in climate strategies with a 360° approach. One that not only focuses on reducing our GHG emissions over the next decades but also immediately translates the unavoidable emissions we are generating right now into nature-based offsets. The reality is that the majority of the GHG emissions linked to day-to-day business activities are created upstream in the supply chain. I firmly believe that we must all be accountable for these emissions and redefine corporate carbon neutrality to encompass the entire supply chain. This can be achieved through a logical and clear strategy to ensure that a company accounts for all the GHG emissions within its own operations and across the supply chain, prioritizes actions to first avoid, reduce and restore, and then offsets all the remaining emissions as a final measure. These offsets can be achieved through important nature-based solutions like REDD+. Supporting verified REDD+ offsetting projects not only contributes to reversing the curves of biodiversity loss and climate change through the protection and restoration of critically important forests around the world but also simultaneously benefits the livelihoods of local communities.

Given the scientific evidence from the recent IPBES and IPCC reports, we don’t have the leisure to just work to avoid and reduce our impacts on climate and biodiversity over the long-term. Nor can we wait for technology and climate smart solutions to catch up, and to scale up, to meet the sustainability challenges we all face. This could take years that we don’t actually have. Today we need to be responsible and accountable for the full scope of our GHG emissions and deliver nature-based climate solutions that mitigate these and drive positive change.

I am therefore inviting CEOs across all sectors to come together in the CEO Carbon Neutral Challenge. I believe that collective action is imperative if we are to help create a future in which society can thrive and business can succeed, while nature is restored and protected. I sincerely hope you will join us.

Marco Bizzarri
Gucci President & CEO

 
 
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