• Sofia Barili

A tu per tu con il cavatore di tartufo. parte ii

Aggiornato il: set 19

Guerrino Bertoldi ha ancora tanti ricordi e riflessioni da condividere con noi. Per chi si fosse perso la prima parte vi invito a consultare il blog “Alle origini dell’olio e del tartufo” del sito web della Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia.

Qual’è il suo rapporto con il cane?


È un rapporto unico di fedeltà e complicità, che trova la massima realizzazione nel momento della raccolta. Il cane infatti quando trova un tartufo scondizola, abbaia, in una parola è orgoglioso, sa di aver fatto bene il suo compito e non aspetta altro che un bel premio dal suo compagno.

Tutti i cani sono potenzialmente in grado di cercare il tartufo ma questo istinto innato va affinato e allenato già dai 6-7 mesi di vita del cucciolo.

Tutto inizia come un gioco: si nasconde nel giardino o nel bosco del cibo appetitoso, tipo un mezzettino di prosciutto o di mortadella, il cane quindi associa la ricerca al premio ed è stimolato a fiutare.

Successivamente, insieme al bocconcino, si mette un pezzo di tartufo; il cane quindi assocerà il profumo del tartufo a quello del premio e sarà incentivato a cercare il fungo per ricevere il premio.

Alla fine dell’addestramento da cercare rimane solo il tartufo che piano piano, verrà interrato per simulare la ricerca del pregiato vera e propria.



Cosa potrebbero offrire le organizzazioni e gli enti territoriali dell’Umbria per rafforzare il legame tra cittadini, boschi e prodotti del bosco e quali sono in particolare le iniziative che potrebbe assumere la Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia ??


Conoscere il bosco e riconoscere l’ importanza dei servizi ecosistemici è la chiave di volta per garantire uno sviluppo sostenibile del territorio rurale.

Dopo anni di abbandono delle zone montane, oggi grazie agli eventi organizzati da associazioni, come per esempio il CAI, molti visitatori sono tornati a visitare queste aree, facendo passeggiate, assaggiando i prodotti tipici o semplicemente per ascoltare le storie dei pochi abitanti rimasti, guardiani volontari delle ricchezze più preziose del territorio.

Promuove, far riscoprire la bellezza e l’amenità dei borghi e delle aree montane della nostra Regione è dunque un’ancora di salvezza per salvaguardare la nostra identità geografica.



Ringraziamo ancora il Sig. Guerrino per questa testimonianza, speriamo sia di stimolo e riflessione per tutti i nostri cari lettori.


Dott. Sofia Barili



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